Debora Ricciardi - Cartiglio - Raffaella Vaccari

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critica
 
Cartiglio
di Debora Ricciardi

Gli elementi di contenuto dell’opera “Cartiglio” si desumono dallo studio della ricerca costante che la Vaccari porta avanti sulla metodologia analitica. 
La genealogia iconografica scelta per tessere la trama complessa dell’Essenza della città di Rimini affonda le sue radici nella ritrattistica della prima metà del ‘400, periodo in cui il dettaglio dell’iscrizione posta a margine dell’immagine dotava la stessa di una doppia coordinata logico-concettuale. 
Questa variante iconografica ricercata è funzionale al ritratto di una città misteriosa, che mette orgogliosamente al centro del suo gonfalone la donna riminese. 
Il ragno, infatti, allude a questa presenza femminile fortemente caratterizzata nella sua identità morale e fisica, tutta intrisa di valori tradizionali e sacri della terra, ma pur sempre con gli occhi rivolti criticamente alla modernità. 
Il bianco della mestica lasciata a vista indica la strada della possibilità molteplice: un vuoto che è ricerca attraverso la quale poter giungere a dorate illusioni di fuga o a certezze materiche del divenire. 
Il cartiglio scolpito a chiare lettere su tela, che diventa epigrafe, lascia a noi tutti la Libertà di scegliere l’Essenza della poliedrica e carismatica città, nella lapidea certezza che il ragno è costantemente all’opera in un Silenzio senza Tempo.

Debora Ricciardi
ottobre 2010
 
 
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