parole sui fogli dei venti - Raffaella Vaccari

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opere
 

Parole sui fogli dei venti
performance di Raffaella Vaccari
Con Isabella Ferlini, Antonio Coatti e Manuela di Cretico


Galleria Bijar, Rimini  23 dicembre 2010 ore 17,30


La performance si chiama “parole sui fogli dei venti” ed è una citazione tratta dal libro le Mille e una notte.
Sedute una di fronte all’altra su un cumulo di tappeti persiani Isabella Ferlini e Raffaella Vaccari leggono degli stralci dalle mille e una notte. La prima performer apre il libro “il Convitato di Pietra” e legge la sua frase. Chiude il libro. Lo consegna nelle mani della performer davanti a lei e subito il musicista Antonio Coatti suona un pezzo con la conchiglia. Quando la musica termina, la performer apre il libro e legge il suo pezzo.
E così via fino ad aver letto tutti i 6 pezzi. Le letture finiscono con la musica delle conchiglie e del flauto. Dopo l’ultimo pezzo musicale Isabella Ferlini chiude il libro lo passa all’altra performer che inizia a conficcarci sopra un chiodo. Quando il chiodo è ben piantato, lo ripassa alla prima performer che ve ne infila uno a sua volta. Il libro viene appoggiato sul tappeto fra le due performer e la performance finisce.

Conficcare i chiodi nel libro è una citazione dal film di Ermanno Olmi, “mille chiodi” del 2007.
I chiodi sono piantati con forza, fatica e amore per dire che la conoscenza, condivisa con il passaggio del libro, resta dentro di noi e non ci può essere tolta da nessuno. La conoscenza è il più grande strumento di libertà.  

Frasi lette e tratte da “Le mille e una notte”

1 O tu dal cembalo! Il mio cuor s’invola dall’ardente brama e geme per la fiamma d’amore mentre tu percuoti lo strumento. Tu non hai catturato che un cuore già ferito: al tuo ritmo, brama si risveglia nell’uomo. Di pure parole grevi o tenui e suona quanto è tuo desiderio, poiché tu in ogni modo esalti e commuovi. Sii buona, lascia cadere ogni ritrosia, o mio tesoro, levati e danza, fletti e suscita stupore e incanto.

2 Lo giuro per la delicatezza della tua statura ondeggiante, che il fuoco della separazione da te mi strazia, commisera le visceri che ardono accese dal desiderio di te, o luna piena nelle tenebre della notte, concedimi l’unione con te, poiché non cesserò mai di scoprire la tua bellezza nella luce della coppa! Tra rose dai colori svariati, e dalle floride beltà in mezzo ai bruni mirti.

3 O ornamento dei belli, ti ho scritto su una carta che incede con i venti. Se avessi potuto volare, avrei volato dal desiderio di vederti. Ma come può volare chi ha le ali tagliate?

4 Sovente un tenero ramoscello diviene il liuto della cantatrice per cui sospirano gli esseri più nobili e illustri. Ella lo tocca e lo tratta, con la somma sua abilità, con l’affinata punta delle sue dita.

5 La vicinanza della persona amata è letizia perfetta: la coppa del benessere circola fra di noi: sii benvenuto e ancora il benvenuto tu, luce del tempo e luna delle lune!
6 Sta scritto nell’aria sui fogli del vento: “ chi fa un benefizio ne guadagna uno simile”



 
 
 
 
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