Nuna - la terra - Raffaella Vaccari

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opere
 
NUNA

Quando l’uomo non era ancora comparso sulla terra, il Corvo dominava su tutto il Creato.
Un giorno, però, l’Uomo venne fuori dal suo recinto, ed era già adulto. Il Corvo lo vide e gli disse: “Aspetta lì”.
Poi il Corvo andò e fece tutti gli altri uccelli del cielo, e tutti gli altri animali della terra. Quando tornò, vide che l’Uomo era ancora lì che aspettava, ed allora il Corvo capì il suo potere e comprese che l’Uomo avrebbe potuto distruggere tutto il Creato. Allora il Corvo creò l’orso, per mettere paura all’Uomo”
Racconto Inuit



Il dipinto è stato esposto alla Fiera di Forlì nel 2006. In tale occasione era stata affiancata al dipinto una borsa contenente un lettore cd. La visione del dipinto è infatti abbinata all’ascolto in cuffia di una serie di canzoni tradizionali Inuit intervallati da suoni di campane a vento, tamburi e del bastone della pioggia, musiche e suoni che vogliono evocare una natura primitiva e incondizionata.

La figura femminile, quasi androgina che esce a fatica dalla cavità nella terra (come un ventre materno) è metafora di una nuova nascita, del passaggio da uno stato all’altro, da un sistema all’altro.
Il titolo del quadro è “Nuna” parola che nel linguaggio degli aborigeni polari Inuit significa “terra” ed infatti la figura rappresentata vuole essere un’allegoria della terra, delle condizioni in cui è stato ridotto l’ambiente a causa dell’uomo occidentale.
Il popolo Inuit, invece benché vivesse e viva tutt’ora in condizioni di vita durissime, a contatto con una natura spietata ed insidiosa è sempre riuscito a vivere in equilibrio con essa, in pace, ed è rimasto sempre incredibilmente ospitale ed aperto nei confronti dei visitatori.

La nuova nascita, il passaggio deve essere il nuovo atteggiamento nei confronti del rapporto dell’umanità con il suo ambiente, con la natura. La violenza contro la donna diviene emblema della violenza perpetuata contro la natura.
Nella parte alta del lavoro vi è una tela con dipinti i simboli dell’alfabeto della lingua Inuit contrapposti nella parte bassa ai simboli dello Zodiaco, che viene considerato un altro tipo di linguaggio.
La sequenza Zodiacale dipinta inizia con il segno della Bilancia perché esprime la rappresentazione di uno Zodiaco femminile. È questo il passaggio, la nuova nascita, quella ipotizzata da uno Zodiaco matriarcale: da un ciclo di vita patriarcale e violento in cui la donna è la stella perdente, sottomessa, si vuole passare ad un ciclo di vita matriarcale in l’uomo diventa la stella perdente: un ciclo di vita in cui vi possa essere pace e serenità.
Il simbolo dipinto in bianco sotto l’alfabeto Inuit è l’emblema dell’Inuit Circumpolar Conference, il luogo preposto dagli Inuit per parlare dei loro diritti.  




 
 
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