massaggio sonoro - Raffaella Vaccari

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opere
 

Nel Giardino della Dea – massaggio sonoro
performance di Elisabetta Morri e Raffaella Vaccari


Rimini, 18 settembre 2009 ore 18,30 Sala degli Archi

Il Dio delle donne non è una Persona, né un Ente, né una Sostanza: è la loro divina potenzialità espressiva.”
Luisa Muraro

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. (..) Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.”
Clarissa Pinkola Estés da “donne che corrono coi lupi”

Questa performance condivisa con il pubblico alla vernice della mostra “Nel Giardino della Dea” è stata progettata assieme alla studiosa del suono Elisabetta Morri.
Solitamente lo scopo alla vernice di una mostra è quello di fare entrare più gente possibile. Durante questa vernice, invece, venivano fatte entrare un certo numero di persone e poi le porte venivano chiuse, così che chi era dentro non potesse uscire e chi era fuori non potesse entrare. Ai fruitori all’interno della mostra veniva proposto di osservare un quadro a loro piacimento.
Al centro della sala era posizionato un tappeto persiano dove era possibile sedersi.
Al centro del tappeto vi erano le due performer. Iniziava Raffaella Vaccari suonando per pochi secondi il bastone della pioggia. Poi interveniva Elisabetta Morri che con alcuni strumenti quali le campane tibetane, percussioni, vibratubes, diapason speciali, e con la sua potente voce lirica, procedeva ad un massaggio sonoro sugli intervenuti. La performance aveva una durata di circa 20 minuti.

Il massaggio sonoro ha radici antichissime. Per gli orientali gli esseri umani sono costituiti dal suono perche è da esso che sono nati.
In questo caso, differentemente dalle normali procedure del massaggio sonoro, esso veniva abbinato alla visione dei dipinti, sollecitando così anche la visione.
Astrologicamente visione e suono sono opposti.
Il senso era di fare in modo che le vibrazioni conducessero ad una nuova dimensione di totale rilassamento, una dimensione altra, considerando che i dipinti osservati rappresentano tutti delle figure femminili con una forte connotazione matriarcale raffigurate a dimensione reale, presenze misteriose ed esplicite allo stesso tempo.

Astrologicamente la voce, il canto e la visione sono rappresentati nello stesso punto dello Zodiaco e sono elementi femminili, in assonanza con il tema ispiratore della mostra: la ricerca di tracce di un universo speculare e matriarcale nei miti e nelle fiabe Altoatesine.
Il massaggio “sonoro” rituale, realizzato è esplicativo del concetto zodiacale 1° casa - 7° casa; il potere dell’uno ha di fronte dialetticamente il potere della collettività, ed il suono può essere il canale di scorrimento fra i due.

Il potere della collettività è fatto di unione e partecipazione, pensando alla terra come ad un solo corpo che risuona di milioni di voci, ognuna delle quali è la voce della Dea simbolo dell’unità di tutte le forme di vita esistenti in natura.

Esiste infatti un vivere al femminile, fatto di accoglienza verso gli altri e di solidarietà: il sentiero così tracciato è emblema dell’equilibrio nella dualità perfettamente esplicato nella struttura zodiacale, così come una parte oscura si deve sempre opporre ad una luminosa, perché la scura schermerà dall’accecante luce dell’altra.
 
 
 
 
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